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Trofeo Pulcinella, l’opinione di Carmine Marchitelli vincitore per la pizza napoletana

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Due categorie in gara per la terza edizione del Trofeo Pulcinella, ideato con successo dal Presidente dell’Associazione Mani d’oro, Attilio Albachiara. A sfidarsi nella sezione Pizza Napoletana e Pizza contemporanea, 100 pizzaioli partenopei e stranieri, impegnati ad aggiungere sul proprio impasto prodotti personali, seguendo un disciplinare specifico che accomunava la gara.

I voti espressi dalla giuria, sommati a quelli popolari, hanno così decretato i vincitori: Categoria Contemporanea Tecnica (Emanuele Paolella, Vincenzo Melvi, Gennaro Catapano in ex aequo con Mario Severino, Luca Basilico e Carmine Argenziano); Categoria Contemporanea Popolare (Gaetano Paolella, Angelo Mondello, Michele Castaldo, Michele Fuccio ed Emanuele Marigliano); Categoria Napoletana Tecnica (Francesco Di Ceglie, Andrea Paolella, Roberto Miele, Carmine Marchitelli e Luca Brancaccio); Categoria Napoletana Popolare (Carmine Donzetti, Luigi Spagnoli, Enzo De Paolis, Giuliano Bressan e Simone Ianniello).

I magnifici 100 si sono cimentati alla Mostra d’Oltremare nella realizzazione della pizza marinara o margherita più buona che ci sia, sotto l’occhio vigile e competente dei presidenti di giuria Antonio Starita e Francesco Martucci.

Carmine Marchitelli, premiato dalla giuria tecnica per la sua marinara, stile napoletano, pizzaiolo da tre generazioni, nativo di Afragola (Na), confessa emozioni e segreti della sua arte ai nostri lettori.

– Carmine, in che modo hai vissuto l’esperienza dael Trofeo Pulcinella?

E’ stata una bella manifestazione; rispetto ad altre gare fatte in precedenza, ho notato che questa è stata curata nei minimi particolari: dall’uso degli ingredienti propostici, alle persone qualificate presenti in giuria e in gara. Colgo l’occasione per fare i complimenti ad Attilio Albachiara per questo evento che ha organizzato.

– Ognuno di voi doveva competere scegliendo per la propria pizza ingredienti personalizzati che le dessero il “tocco magico”. Cosa hai scelto per il tuo impasto?

Ho scelto di usare una farina di tipo 2 macinata a pietra, arricchita con germi di grano, perchè sappiamo che per una buona pizza sono tre le cose fondamentali: cottura, lievitazione e maturazione. Per avere una pizza digeribile e buona, ho optato per questo tipo di farina più particolare rispetto a quella usata dalla maggior parte dei concorrenti della kermesse.

– La pizza è patrimonio Unesco. Che valore rappresenta per te?

Un valore elevatissimo. Per me è uno dei piatti primari non solo della cucina napoletana, ma mondiale.

– Ogni pizzaiolo bravo che si rispetti, riesce ad esportare la propria pizza in tutta Italia o all’estero. Nel tuo caso è avvenuto il salto di qualità da Afragola al resto dell’ Italia. Raccontaci di questa esperienza.

Sono circa 8 anni che lavoriamo ad Aprilia, dove abbiamo aperto due locali, oltre quelli che di famiglia abbiamo tra Napoli e provincia. Fortunatamente la nostra pizza è molto apprezzata, per cui W LA PIZZA !

 

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