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Spari alla pasticceria Poppella, indignazione e paura alla Sanità

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Raid alla storica pasticceria napoletana ”Poppella”, spari tra la folla: paura e indignazione alla Sanità

Questa volta non siamo qui a parlarvi di ricette, fiere del cibo o di recensioni: siamo qui a raccontarvi un ”fuori programma” di cui, tutti, avremmo fatto sicuramente a meno. Procediamo con ordine, partendo dai fatti di cronaca. Ore 7.30 del mattino, il quartiere Sanità di Napoli inizia a popolarsi come sua abitudine: i negozianti iniziano ad aprire ”bottega”, i passanti attraversano gli affollati ”vicarielli” e i genitori accompagnano i loro bambini a scuola. All’improvviso, la paura. Urla, spintoni, gente incredula che scappa. Spari alla pasticceria Poppella, la storica pasticceria napoletana salita alla (nuova) ribalta per aver inventato gli adorabili Fiocchi di Neve. Il raid, ”la stesa” per usare il gergo Camorristico, è iniziato alle 7,30 del mattino e viva Dio, ad eccezione della vetrina della pasticceria Poppella, nessun passante e nessun negoziante di zona è rimasto coinvolto.

Spari alla pasticceria Poppella, le dinamica del raid

spari alla pasticceria poppella

Le fasi della sparatoria sono emerse dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Un colpo ha trapassato la vetrina mobile che tiene in caldo i dolci dedicati ai passanti e terminato la corsa sul pavimento della pasticceria. Il ritrovamento di un bossolo nel negozio fa presupporre che gli autori del gesto si siamo avvicinati molto, prima di sparare. Indagano gli investigatori del commissariato San Carlo All’Arena e la Scientifica. Tre i proiettili sparati da una calibro 9X21: due colpi a segno nella vetrina esterna, un altro ha colpito un motorino parcheggiato lì vicino.

Ciro Poppella in lacrime: ”Io non me lo merito. Sto male, non è giusto. Ero nel mio laboratorio, ho sentito gli spari e sono corso in strada a vedere cosa stesse succedendo

 

spari alla pasticceria poppella

Chi ha sparato ha voluto mandare un segnale forte ed inequivocabile all’intero quartiere: siamo tornati, qui comandiamo Noi. O forse non sono mai andati via. Un attacco vile, nel quale solo grazie all’intervento della Dea bendata non sono stati coinvolti passanti e bambini pronti ad affrontare l’ennesimo giorno di scuola. Ciro Poppella è un simbolo della rinascita sociale, culturale ed economica di un quartiere troppe volte (ingiustamente, per ignoranza e mala fede) accostato al malaffare e alla criminalità organizzata: ed è per questo che andava colpito. Forse sarà stato questo il becero ragionamento degli autori del vile gesto.

Dopo gli spari alla pasticceria Poppella forte e unito il grido di solidarietà verso l’imprenditore Napoletano

In molti non hanno fatto mancare il loro sostengo all’imprenditore napoletano. Dal presidente della Municipalità Ivo Poggiani ( qui il suo post) al noto scrittore Roberto Saviano  (qui il suo post) in molti si sono schierati a difesa di Ciro Poppella. Anche il sindaco Luigi De Magistris ha diramato un forte comunicato stampa nel quale informa la cittadinanza che si tratta di un “Fatto inaccettabile. Ho anche sentito per telefono il nuovo questore. Resta il fatto che la criminalità è una competenza dello Stato e quindi delle forze dell’ordine e della magistratura che fanno un lavoro encomiabile, ma che vanno rafforzate nelle loro risorse. Il cittadino non può inseguire le pistole che circolano, né mettersi con il corpo davanti al criminale che spara”. Anche Noi di Cibiamonapoli, nel nostro piccolo, abbiamo provato a far sentire la nostra vicinanza a Ciro Popella e a tutti gli imprenditori Campani che quotidianamente lottano per portare avanti la propria realtà commerciale: spesso facendo i conti con una ”concorrenza” difficile da battere senza un forte e deciso intervento dello Stato.

Fiocco di neve te vulimme bene!

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