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Intervista allo chef stellato Giuseppe Stanzione: regalare sempre nuove sensazioni ai miei clienti

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Lo chef stellato Giuseppe Stanzione dopo varie esperienze professionali all’estero, tra California, Australia, Cina e Thailandia è ritornato a lavorare in Italia nei migliori ristoranti del territorio.

Dal 2011 è al comando della cucina a Le Trabe Tenuta Capodifiume di Capaccio-Paestum, la sua cucina incanta e conquista i palati più esigenti.

Peppe, ci racconti un po’ della tua storia. Dove è nata la tua passione per la cucina?

In cucina stessa, sin da bambino mi è sempre piaciuto partecipare alle preparazioni domenicali con mamma e nonna. All’epoca non avrei mai pensato di intraprendere questa carriera, lo chef di allora non era quello che siamo abituati a vedere oggi in tv, famoso.

Il mio sogno nel cassetto un po’ come ogni bambino era quello di diventare calciatore, poi ho iniziato a frequentare l’alberghiero e pian piano ho scoperto il fascino della cucina nella sua complessità e completezza. I miei primi viaggi mi hanno insegnato la voglia di scoprire e imparare sempre di più.

Dal 2011 sei al comando della cucina del ristorante a Le Trabe di Capaccio. Quanta creatività metti nei tuoi piatti e come nasce il piatto perfetto.

Creatività quel che basta, non deludere mai le aspettative e regalare sempre nuove sensazioni ai miei clienti. Per quanto riguarda il piatto perfetto credo non esista, lo si crea man mano modificando di volta in volta quello che poco ci convince.

Tu hai girato il mondo, in che modo cambia il lavoro da una cucina estera a quella italiana?

La cucina è un mondo a parte, quando si entra in cucina non distingui in che parte del mondo ti trovi ed il tuo compito resta lo stesso ovunque tu sia. Prodotti, tradizioni ed abitudini sono le differenze sostanziali.

giuseppe-stanzioneDa quando sei diventato chef stellato senti una maggiore responsabilità?

A dire il vero non proprio, sia prima che dopo ho cercato sempre di lavorare al 110% delle mie possibilità con l’aiuto della mia brigata per rendere sempre più magica e piacevole la permanenza dei nostri clienti a tavola.

Cosa ti piace fare quando non cucini?

Mi piace passare più tempo possibile con i miei bambini, giocare a calcio, fare sport, lavori o attività di qualsiasi genere, non amo stare fermo, mi annoia mi dà un senso di stanchezza.

Cosa avresti fatto nella tua vita se non fossi diventato uno chef?

Forse avrei fatto il calciatore, dico forse perché le possibilità c’erano tutte, ma nella vita mai niente è certo o avrei fatto l’architetto chissà. Ho sempre amato l’idea di progettare, costruire, amo il design e cerco di trasferirlo negli ambienti che mi circondano e nei miei piatti.

Qual è il piatto a cui ti senti più affezionato?

Di piatti a cui mi sento affezionato ce ne sarebbero più di uno, ma quello che più di tutti mi emoziona ogni volta è la pasta mista fagioli e cozze che prepara mia mamma.

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