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Aglianico del Taburno della Fattoria La rivolta a Torrecuso

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Aglianico del Taburno, scopriamo il rosso simbolo del Sud!

I primi freddi dell’autunno danno quella nostalgia dei piatti invernali che a Napoli sanno di famiglia, di quelle ricette della tradizione come il ragù che dopo una lunga e ‘’meditativa’’ cottura arriva nel piatto incontrando magari gli ziti spezzati a mano, in ricordo di quella pasta d’altri tempi nella confezione lunga.

Tutto questo sapore, partenopeo per antonomasia, merita d’ essere accompagnato da un vino campano come l’Aglianico, uno dei rossi simbolo del Sud.

Le origini di questo vitigno, che trova la sua casa in Campania, rinomata è la zona del Taburno, ed in Basilicata nel Vulture, risalgono con molta probabilità al VII secolo a.C. periodo in cui la cultura greca si diffondeva nella nostra penisola portando la conoscenza del coltivare la vite.

È questo un vino che da produttori ed enologi viene rispettato prima in vigna ed in un certo modo educato poi, in quanto con il suo caratteristico tannino, peculiarità dei vini rossi, può necessitare di un passaggio in legno che ne stemperi l’irruenza marcante il suo percorso giovanile.

Il calice assaggiato, pensando a quale carne comprare per il Ragù di cui sopra, è frutto della passione di Paolo Cotroneo che nella sua Fattoria La Rivolta a Torrecuso nel beneventano, insieme all’enologo Vincenzo Mercurio, ha creato questo Aglianico del Taburno, annata 2013, che un affinamento in legno di 18 mesi ed i successivi 6 in bottiglia hanno preparato il vino all’incontro.

AGLIANICO DEL TABURNO

Nel calice scorre con un colore rubino vivace ed intenso, ha buona consistenza e trai profumi che emergono è protagonista uno spiccato sentore di ciliegia matura con spezie dolci, al palato il piacere del frutto è presente anche negli aromi di bocca.

Aglianico del Taburno

Una nota di piacevolezza del vino è nella sua freschezza, una buona acidità che avvolge l’assaggio insieme alla sua morbidezza, il tannino presente e non svilito dall’uso del legno, regala una sensazione complessa, in cui per nulla emerge una possente nota alcolica malgrado i 14%.

La prospettiva dell’evoluzione di questo vino è netta, la sua strada potrà portarlo ad essere compagno di tavola anche nei futuri anni, durare e evolvere sono per questo calice dell’entroterra campano una vocazione.

Immaginare il suo effetto nell’accompagnare l’assaggio del ragù rende impazienti di mettersi all’opera con mestolo e cavatappi per coniugare due verbi, cucinare e degustare che non hanno solo la stessa desinenza, ma lo stesso scopo, il piacere della tavola.

Fattoria la Rivolta

Contrada Rivolta, 82030 Torrecuso

Tel. 081.0362454

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3 Comments

    • Enrico Nappi
      23 ottobre 2016 at 12:06 — Rispondi

      Grazie mille per averci citato come fonte! 🙂

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